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Sindrome Riproduttiva e Respiratoria Suina (PRRS)

Virus specie-specifico che si diffonde rapidamente agli organi linfoidi e ai polmoni alterando le difese immunitarie dell’ospite

 

Agente eziologico e distribuzione

Il virus della PRRS ha la caratteristica di essere a RNA positivo con envelope e appartiene alla famiglia Arteriviridae. È un virus specie-specifico che si replica principalmente nei macrofagi con particolare affinità per quelli alveolari e si diffonde rapidamente agli organi linfoidi e ai polmoni alterando le difese immunitarie dell’ospite. Ha elevata variabilità genetica e antigenica ed esistono due principali genotipi: il ceppo Europeo e il ceppo Nordamericano. Ceppi geneticamente diversi di PRRSV possono circolare nello stesso allevamento contemporaneamente. Il PRRSV è in continua evoluzione e i diversi ceppi di virus circolanti condividono una cross protezione solo parziale. I ceppi di virus vaccinali sono necessariamente diversi da quelli circolanti.

Ha distribuzione mondiale, con prevalenza negli allevamenti infetti generalmente del 60-80%. In Italia l’infezione è prevalentemente enzootica. 

Normativa di riferimento: 

  • Regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 («Normativa in materia di sanità animale»);
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione del 3 dicembre 2018 (norme di prevenzione, controllo e categorizzazione delle malattie);
  • Decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 136 (adeguamento della normativa nazionale al Regolamento UE 2016/429);
  • Decreto del Ministro della Salute 28 giugno 2022 («Requisiti di biosicurezza degli stabilimenti che detengono suini», stalle di transito e mezzi di trasporto).

Classificazione della malattia: «D+E»

  • «malattia di categoria D»: malattia elencata per la quale sono necessarie misure per evitarne la diffusione a causa del suo ingresso nell'Unione o dei movimenti tra Stati membri;
  • «malattia di categoria E»: malattia elencata per la quale vi è la necessità di sorveglianza all'interno dell'Unione.

Zoonosi - Trasmissibilità all’uomo (SI/NO)

NO 

Specie colpite: Suidae

  • Domestico: Sus scrofa domesticus;
  • Selvatico: Sus scrofa.

Breve descrizione della malattia

La sindrome riproduttiva e respiratoria del suino (PRRS) presenta manifestazioni cliniche variabili, anche in relazione alla progressiva comparsa e diffusione di numerose varianti virali. Nella forma riproduttiva, che coinvolge gli allevamenti da riproduzione, le scrofe manifestano inizialmente anoressia, febbre e letargia, seguiti da un generale aumento della mortalità (1-4%) associata ad edema polmonare e nefrite. Nel corso della viremia si manifesta una ondata di aborti tardivi, con feti che risultano morti in diverse epoche gestazionalie, e parti prematuri le cui nidiate presentano una elevata presenza di elementi disvitali e  mortalità nel periodo antecedente allo svezzamento. 

Nelle forme respiratorie e nelle infezioni complicanti, le manifestazioni più frequenti comprendono polmonite, che a livello di lesione microscopica risulta interstiziale con ispessimento dei setti alveolari ed edema del parenchima, aumento della mortalità, riduzione dell’incremento ponderale giornaliero, peggioramento dell’indice di conversione alimentare e riduzione della qualità delle carcasse.

Una volta entrata in allevamento, l’infezione da PRRS diventa endemica nella maggior parte dei casi, i sintomi in genere si manifestano nelle sottopopolazioni sensibili (riproduttori da rimonta di nuova introduzione, suini svezzati e in accrescimento nel momento in cui avviene il calo dell’immunità materna). 

Trasmissione

  • Eliminazione del virus: gli animali infetti eliminano il PRRSV attraverso saliva, urine, secrezioni nasali, feci e seme;
  • Trasmissione tramite il seme: i verri possono eliminare il virus con l’eiaculato anche senza sintomi, per diverse settimane. Per questo l’inseminazione artificiale rappresenta una possibile via di diffusione;
  • Infezione: gli animali suscettibili possono infettarsi per via intra-nasale, orale, intrauterina e vaginale;
  • Trasmissione verticale: il virus può attraversare la placenta e passare dalla scrofa ai feti, causando aborto, suinetti disvitali o apparentemente normali;
  • Persistenza: il virus può mantenersi nell’organismo per lungo tempo e gli animali apparentemente sani possono continuare a diffonderlo, favorendone il mantenimento nell’allevamento;
  • Trasmissione indiretta: può avvenire attraverso attrezzature, abiti, veicoli, acqua, alimenti, insetti, uccelli, piccoli mammiferi e aerosol.

Sintomi

La gravità dei sintomi dipende dalla virulenza del ceppo, dall'età e dallo stato immunitario degli animali. L'insorgenza di infezioni concomitanti può mascherare o aggravare la sintomatologia.

Allevamenti da riproduzione

  • Scrofe: comparsa iniziale di febbre, anoressia, letargia e inappetenza, con un incremento della mortalità (1-4%) associato a edema polmonare e nefrite. Nella fase avanzata compare cianosi transitoria delle parti declivi. Si registrano aborti tardivi (con picco tra il 95° e il 105° giorno di gestazione), oltre alla presenza di feti mummificati o macerati e parti prematuri con suinetti deboli (fino al 50% delle nidiate);
  • Verri: letargia e anoressia affiancate da sintomi respiratori (spesso subclinici), calo della libido e scadimento della qualità del seme;
  • Suinetti sottoscrofa: mortalità compresa tra il 10% e il 40% dovuta a infezioni batteriche secondarie, accompagnata da scarsa vitalità, deperimento e dispnea associata a febbre;
  • Animali in accrescimento: manifestazioni respiratorie e netto calo delle performance di crescita.

In virtù dell'azione immunodepressiva del virus, il quadro sintomatologico è spesso aggravato da sovrainfezioni batteriche e virali, tra cui Streptococcus suis, Mycoplasma hyopneumoniae, Coronavirus respiratorio suino e virus dell'Influenza suina. 

Cosa fare in caso di sospetto (Campioni da prelevare)

Un sospetto diagnostico sorge in presenza di problemi riproduttivi nella scrofaia o di patologie respiratorie a qualsiasi età. In caso di sospetto, prelevare i campioni e inviarli al laboratorio a temperatura di refrigerazione (+4 °C).

Tipologia di campioni

  • Siero;
  • Fluidi orali: prelevati mediante corde di cotone lasciate a disposizione degli animali per circa 20 minuti. Una volta imbevuta di saliva, la corda viene inserita in un sacchetto e torchiata per raccogliere il liquido;
  • Emosieri testicolari: campioni cumulativi ricavati dal percolamento dei tessuti di scarto della castrazione, usati per il monitoraggio della scrofaia;
  • Feti abortiti: è necessario inviare l'intero prodotto dell'aborto, poiché non tutti i feti della nidiata risultano infetti;
  • Carcasse: inviare preferibilmente più carcasse fresche di soggetti deceduti di recente;
  • Tessuti target: polmoni, linfonodi e milza prelevati in sede autoptica.

Prevenzione e controllo

Per gli allevamenti positivi:

  • Gestione sanitaria della rimonta: misura altamente efficace se basata su un programma di acclimatamento (pre-condizionamento) delle scrofette da rimonta in quarantena. Questo immunizza le nuove introdotte proteggendole verso il ceppo aziendale. Inoltre è possibile mettere in atto un piano vaccinale,  somministrando due dosi di vaccino vivo attenuato;
  • Vaccinazione: parzialmente efficace; la protezione è spesso incompleta a causa della circolazione di varianti virali eterologhe rispetto al ceppo vaccinale;
  • Biosicurezza: fondamentale ed efficace, soprattutto per contenere le complicazioni batteriche secondarie.

Vaccinazione

Negli allevamenti positivi ed endemici, l'obiettivo del vaccino è contenere la circolazione virale, ridurre i soggetti persistentemente infetti e limitare i danni economici.

  • Scrofe: la vaccinazione di massa dell'intera scrofaia ogni 3-4 mesi utilizzando un vaccino vivo attenuato (inattivato) viene effettuata per creare una immunità sull’intero effettivo;
  • Suinetti: esistono vari protocolli vaccinali che vanno valutati sulla base della stabilità della scrofaia e dell’effettiva circolazione virale.

Per approfondire

  • World Organisation for Animal Health: Porcine reproductive and respiratory syndrome - vai alla pagina
Ultimo aggiornamento: 02/09/2026
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