L'agente eziologico è il Bluetongue virus (BTV), appartenente:
Il virus possiede un genoma costituito da RNA a doppio filamento segmentato. Sono conosciuti numerosi sierotipi di BTV, caratterizzati da differente distribuzione geografica, virulenza e capacità di determinare malattia clinica. L’EFSA indica attualmente 26 sierotipi conosciuti, mentre la normativa UE disciplina specificamente l'infezione da BTV dei sierotipi 1-24.
La distribuzione della malattia è strettamente correlata alla presenza e all'attività dei vettori Culicoides ed è presente in numerose aree del mondo. In Europa la situazione epidemiologica è dinamica, con introduzione e diffusione di diversi sierotipi e progressiva espansione delle aree interessate.
In Italia la Bluetongue è presente e sottoposta a sorveglianza nazionale nell'ambito del sistema di sanità animale. I sierotipi circolanti sull'intero territorio Nazionale al momento sono il BTV 1, il BTV 3, il BTV 4 ed il BTV 8 e l’intero territorio nazionale è in restrizione per questi quattro sierotipi. Un’altro sierotipo circolante in maniera più sporadica negli ultimi anni è stato il BTV5 (solo in Sardegna).
La principale normativa europea è costituita da:
A livello nazionale è inoltre fondamentale il Piano nazionale di sorveglianza predisposto dal Ministero della Salute.
Esiste in regione Veneto un Piano di controllo regionale Bluetongue in vigore da maggio 2017.
Stante l’attuale situazione quindi la classificazione C+D+E indica:
Come scritto in precedenza a partire dal 1 novembre 2026 la malattia non sarà più classificata come C.
Non è una zoonosi.
La Bluetongue interessa principalmente i ruminanti domestici e selvatici. Le principali specie coinvolte sono:
Dal punto di vista epidemiologico i bovini sono particolarmente importanti, perché possono sviluppare una viremia prolungata pur presentando scarsi o nessun segno clinico, consentendo ai Culicoides di acquisire il virus durante il pasto di sangue; sono pertanto definiti Serbatoio Amplificatore.
Malattia infettiva a trasmissione vettoriale. Gli insetti vettori responsabili sono ematofagi appartenenti al genere Culicoides, dove solo le femmine sono responsabili del pasto di sangue e costituiscono vettori amplificatori, cioè il virus replica al loro interno. Successivamente alla trasmissione all’ospite tramite il pasto di sangue il virus si replica nell'animale e determina principalmente una patologia caratterizzata da danno vascolare, con aumento della permeabilità dei vasi, edema, emorragie e alterazioni ischemiche dei tessuti. La gravità varia considerevolmente in funzione di:
Negli ovini la malattia può essere molto grave e anche letale. Nei bovini l'infezione è frequentemente subclinica, anche se alcuni sierotipi possono provocare una sintomatologia significativa.
La trasmissione è principalmente indiretta e vettoriale. Il ciclo epidemiologico può essere schematizzato:
animale infetto/viremico → pasto di sangue del Culicoides → infezione e replicazione del BTV nel vettore → nuova puntura → trasmissione ad altro animale suscettibile.
I principali vettori appartengono al genere Culicoides. Non tutte le oltre 1.000 specie conosciute sono vettori competenti: la WOAH indica meno di 20 specie come competenti per la trasmissione del BTV. Le più diffuse e maggiormente responsabili sono C. imicola, obsolutes comples, pulicaris. La diffusione è favorita da:
I Culicoides possono inoltre essere trasportati dal vento per distanze considerevoli, contribuendo alla diffusione del virus.
Remote possibilità di trasmissione non vettoriale: Sono state descritte anche:
Queste modalità hanno comunque un'importanza epidemiologica molto inferiore rispetto alla trasmissione attraverso Culicoides.
Ovini
Il periodo di incubazione è variabile in relazione al sierotipo e alla dose infettante. I principali segni clinici sono:
Nei casi più gravi può comparire cianosi della lingua, da cui deriva il nome "Bluetongue". Tuttavia, la caratteristica lingua blu non è sempre presente e non deve essere considerata necessaria per la diagnosi clinica. Negli animali che sopravvivono possono comparire successivamente:
La mortalità può essere significativa nei focolai caratterizzati da sierotipi particolarmente virulenti.
Bovini
Nei bovini l'infezione è spesso subclinica, ma possono comparire:
La manifestazione clinica dipende fortemente dal sierotipo coinvolto.
Caprini
Generalmente presentano una sintomatologia assente o più lieve rispetto agli ovini.
In presenza di un quadro clinico compatibile, soprattutto durante il periodo di attività dei vettori e in un'area epidemiologicamente interessata, deve essere informato il Servizio Veterinario competente secondo le procedure ufficiali.
Il sospetto deve essere confermato mediante diagnosi di laboratorio. I campioni da prelevare sono:
Animale vivo
Animale morto
Importante dal punto di vista operativo è che il prelievo deve essere effettuato prima possibile, perché la viremia è transitoria e la probabilità di rilevare il virus mediante PCR dipende dalla fase dell'infezione. La fase viremica può arrivare fino a 60 giorni post-infezione.
Nel caso di sospetto in allevamento è inoltre importante raccogliere informazioni su:
Il controllo della Bluetongue si basa sull'integrazione di diverse strategie.
Sorveglianza
È fondamentale una combinazione di:
Controllo dei vettori
È possibile ridurre l'esposizione degli animali attraverso:
Tuttavia, il controllo dei vettori da solo è generalmente insufficiente a impedire la diffusione della malattia.
Devono essere rispettate le specifiche condizioni previste dalla normativa europea e nazionale per il movimento di animali provenienti da zone soggette a restrizione.
Le movimentazioni in ogni caso rappresentano un importante elemento di rischio perché possono contribuire alla diffusione del virus in nuove aree, o di nuovi sierotipi in territori in restrizione per sierotipi diversi. Per questo in base alla situazione epidemiologica e del periodo dell’anno, più o meno a rischio per la presenza del vettore, le autorità competenti europee e nazionali possono modificare, inasprendo o alleggerendo, le condizioni necessarie a consentire la movimentazione di animali e merci.
La vaccinazione è uno dei principali strumenti di prevenzione e controllo della Bluetongue.
È particolarmente importante perché consente di:
La vaccinazione deve essere sierotipo-specifica: è quindi fondamentale utilizzare un vaccino che garantisca protezione nei confronti del sierotipo o dei sierotipi epidemiologicamente rilevanti nella zona.
Non esiste una terapia antivirale specifica. Negli animali malati si ricorre quindi a terapia di supporto e sintomatica, valutando caso per caso la prognosi e le condizioni dell'animale.
Fonti istituzionali principali: