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Febbre catarrale degli ovini - Bluetongue (BT)


Agente eziologico e distribuzione

L'agente eziologico è il Bluetongue virus (BTV), appartenente:

  • alla famiglia Reoviridae;
  • al genere Orbivirus;
  • al gruppo degli Orbivirus trasmessi da artropodi.

Il virus possiede un genoma costituito da RNA a doppio filamento segmentato. Sono conosciuti numerosi sierotipi di BTV, caratterizzati da differente distribuzione geografica, virulenza e capacità di determinare malattia clinica. L’EFSA indica attualmente 26 sierotipi conosciuti, mentre la normativa UE disciplina specificamente l'infezione da BTV dei sierotipi 1-24.

La distribuzione della malattia è strettamente correlata alla presenza e all'attività dei vettori Culicoides ed è presente in numerose aree del mondo. In Europa la situazione epidemiologica è dinamica, con introduzione e diffusione di diversi sierotipi e progressiva espansione delle aree interessate.

In Italia la Bluetongue è presente e sottoposta a sorveglianza nazionale nell'ambito del sistema di sanità animale. I sierotipi circolanti sull'intero territorio Nazionale al momento sono il BTV 1, il BTV 3, il BTV 4 ed il BTV 8 e l’intero territorio nazionale è in restrizione per questi quattro sierotipi. Un’altro sierotipo circolante in maniera più sporadica negli ultimi anni è stato il BTV5 (solo in Sardegna).

Normativa di riferimento

La principale normativa europea è costituita da:

  • Regolamento (UE) 2016/429 - Animal Health Law, che costituisce il quadro generale europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie animali trasmissibili;
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882, relativo alla categorizzazione delle malattie elencate e alle specie considerate a rischio. Aggiornamento normativo 2026: il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/169 modifica la classificazione della Bluetongue da C+D+E a D+E. Tuttavia, a seguito del corrigendum pubblicato il 13 luglio 2026, tale modifica si applicherà dal 1 novembre 2026 e non dal 15 luglio 2026;
  • Regolamento delegato (UE) 2020/689, relativo alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e al riconoscimento dello status indenne;
  • Regolamento delegato (UE) 2020/688, relativo ai requisiti di sanità animale per i movimenti degli animali terrestri all'interno dell'UE;
  • D.Lgs. 5 agosto 2022, n. 136, di adeguamento della normativa nazionale all'Animal Health Law.

A livello nazionale è inoltre fondamentale il Piano nazionale di sorveglianza predisposto dal Ministero della Salute.

Esiste in regione Veneto un Piano di controllo regionale Bluetongue in vigore da maggio 2017.

Classificazione della malattia

Stante l’attuale situazione quindi la classificazione C+D+E indica:

  • C: malattia per la quale sono necessarie misure per impedirne la diffusione in determinate parti dell'Unione che hanno come obiettivo l'eradicazione;
  • D: malattia per la quale sono necessarie misure per impedirne la diffusione a causa dell'ingresso nell'Unione o dei movimenti tra Stati membri;
  • E: malattia per la quale è necessaria la sorveglianza all'interno dell'Unione.

Come scritto in precedenza a partire dal 1 novembre 2026 la malattia non sarà più classificata come C.

Zoonosi - Trasmissibilità all’uomo (SI/NO):

Non è una zoonosi.

Specie colpite

La Bluetongue interessa principalmente i ruminanti domestici e selvatici. Le principali specie coinvolte sono:

  • ovini - generalmente la specie nella quale si osserva la sintomatologia più grave;
  • bovini - frequentemente infetti, spesso con infezione subclinica;
  • caprini - generalmente sintomatologia assente o lieve;
  • bufali;
  • cervidi e altri ruminanti selvatici;
  • altri ruminanti appartenenti alle famiglie indicate dalla normativa europea.

Dal punto di vista epidemiologico i bovini sono particolarmente importanti, perché possono sviluppare una viremia prolungata pur presentando scarsi o nessun segno clinico, consentendo ai Culicoides di acquisire il virus durante il pasto di sangue; sono pertanto definiti Serbatoio Amplificatore.

Breve descrizione della malattia

Malattia infettiva a trasmissione vettoriale. Gli insetti vettori responsabili sono ematofagi appartenenti al genere Culicoides, dove solo le femmine sono responsabili del pasto di sangue e costituiscono vettori amplificatori, cioè il virus replica al loro interno. Successivamente alla trasmissione all’ospite tramite il pasto di sangue il virus si replica nell'animale e determina principalmente una patologia caratterizzata da danno vascolare, con aumento della permeabilità dei vasi, edema, emorragie e alterazioni ischemiche dei tessuti. La gravità varia considerevolmente in funzione di:

  • sierotipo di BTV;
  • specie animale;
  • razza;
  • età;
  • stato immunitario;
  • stato fisiologico;
  • condizioni ambientali.

Negli ovini la malattia può essere molto grave e anche letale. Nei bovini l'infezione è frequentemente subclinica, anche se alcuni sierotipi possono provocare una sintomatologia significativa.

Trasmissione

La trasmissione è principalmente indiretta e vettoriale. Il ciclo epidemiologico può essere schematizzato:

animale infetto/viremico → pasto di sangue del Culicoides → infezione e replicazione del BTV nel vettore → nuova puntura → trasmissione ad altro animale suscettibile.

I principali vettori appartengono al genere Culicoides. Non tutte le oltre 1.000 specie conosciute sono vettori competenti: la WOAH indica meno di 20 specie come competenti per la trasmissione del BTV. Le più diffuse e maggiormente responsabili sono C. imicola, obsolutes comples, pulicaris. La diffusione è favorita da:

  • temperature elevate;
  • presenza di umidità;
  • abbondanza di vettori;
  • elevata densità di animali suscettibili;
  • movimentazione di animali infetti;
  • movimentazione o diffusione dei vettori.

I Culicoides possono inoltre essere trasportati dal vento per distanze considerevoli, contribuendo alla diffusione del virus.

Remote possibilità di trasmissione non vettoriale: Sono state descritte anche:

  • trasmissione transplacentare, con possibile infezione fetale;
  • trasmissione attraverso seme infetto.

Queste modalità hanno comunque un'importanza epidemiologica molto inferiore rispetto alla trasmissione attraverso Culicoides.

Sintomi

Ovini
Il periodo di incubazione è variabile in relazione al sierotipo e alla dose infettante. I principali segni clinici sono:

  • ipertermia;
  • depressione e abbattimento;
  • anoressia;
  • edema del muso, delle labbra e della regione mandibolare;
  • edema della lingua;
  • iperemia e congestione delle mucose;
  • scolo nasale;
  • salivazione intensa;
  • erosioni e ulcerazioni della mucosa orale e nasale;
  • difficoltà respiratoria;
  • edema e lesioni delle labbra;
  • zoppia, associata a lesioni/infiammmazione della banda coronaria;
  • riluttanza al movimento;
  • perdita di peso;
  • diarrea;
  • debolezza;
  • miosite;
  • aborto e alterazioni riproduttive;
  • alterazioni della crescita della lana.

Nei casi più gravi può comparire cianosi della lingua, da cui deriva il nome "Bluetongue". Tuttavia, la caratteristica lingua blu non è sempre presente e non deve essere considerata necessaria per la diagnosi clinica. Negli animali che sopravvivono possono comparire successivamente:

  • perdita di lana;
  • debilitazione;
  • calo delle performance produttive;
  • ritardo nella crescita e recupero prolungato.

La mortalità può essere significativa nei focolai caratterizzati da sierotipi particolarmente virulenti.

Bovini
Nei bovini l'infezione è spesso subclinica, ma possono comparire:

  • febbre;
  • iperemia e lesioni delle mucose;
  • scolo nasale;
  • salivazione;
  • edema;
  • lesioni della mammella;
  • zoppia;
  • alterazioni riproduttive;
  • riduzione della produzione di latte.

La manifestazione clinica dipende fortemente dal sierotipo coinvolto.

Caprini
Generalmente presentano una sintomatologia assente o più lieve rispetto agli ovini.

Cosa fare in caso di sospetto (Campioni da prelevare)

In presenza di un quadro clinico compatibile, soprattutto durante il periodo di attività dei vettori e in un'area epidemiologicamente interessata, deve essere informato il Servizio Veterinario competente secondo le procedure ufficiali.

Il sospetto deve essere confermato mediante diagnosi di laboratorio. I campioni da prelevare sono:

Animale vivo

  • sangue intero con EDTA, particolarmente indicato per la ricerca del genoma virale mediante RT-PCR;
  • siero per la ricerca di anticorpi mediante metodiche sierologiche;
  • eventualmente ulteriori campioni secondo le indicazioni del laboratorio ufficiale.

Animale morto

  • sangue;
  • milza;
  • linfonodi;
  • altri tessuti/organi (anche intera carcassa) eventualmente indicati dal laboratorio di riferimento.

Importante dal punto di vista operativo è che il prelievo deve essere effettuato prima possibile, perché la viremia è transitoria e la probabilità di rilevare il virus mediante PCR dipende dalla fase dell'infezione. La fase viremica può arrivare fino a 60 giorni post-infezione.

Nel caso di sospetto in allevamento è inoltre importante raccogliere informazioni su:

  • origine e movimentazioni recenti degli animali;
  • vaccinazioni effettuate;
  • sierotipo eventualmente già circolante nella zona;
  • presenza di sintomi negli altri animali;
  • periodo di comparsa dei sintomi;
  • presenza e attività dei vettori.

Prevenzione e controllo

Il controllo della Bluetongue si basa sull'integrazione di diverse strategie.

Sorveglianza
È fondamentale una combinazione di:

  • sorveglianza passiva, basata sulla segnalazione degli animali con sintomatologia sospetta;
  • sorveglianza attiva, mediante campionamenti programmati su animali sentinella;
  • sorveglianza entomologica dei Culicoides.

Controllo dei vettori
È possibile ridurre l'esposizione degli animali attraverso:

  • miglioramento delle condizioni delle strutture;
  • riduzione delle condizioni ambientali favorevoli alla proliferazione dei Culicoides;
  • uso mirato di insetticidi/repellenti, quando appropriato;
  • gestione delle aree di stabulazione.

Tuttavia, il controllo dei vettori da solo è generalmente insufficiente a impedire la diffusione della malattia.

Controllo delle movimentazioni

Devono essere rispettate le specifiche condizioni previste dalla normativa europea e nazionale per il movimento di animali provenienti da zone soggette a restrizione.

Le movimentazioni in ogni caso rappresentano un importante elemento di rischio perché possono contribuire alla diffusione del virus in nuove aree, o di nuovi sierotipi in territori in restrizione per sierotipi diversi. Per questo in base alla situazione epidemiologica e del periodo dell’anno, più o meno a rischio per la presenza del vettore, le autorità competenti europee e nazionali possono modificare, inasprendo o alleggerendo, le condizioni necessarie a consentire la movimentazione di animali e merci.

Vaccinazione

La vaccinazione è uno dei principali strumenti di prevenzione e controllo della Bluetongue.

È particolarmente importante perché consente di:

  • ridurre la probabilità di sviluppare malattia clinica;
  • ridurre mortalità e perdite produttive;
  • ridurre la viremia;
  • diminuire la probabilità che gli animali vaccinati infetti trasmettano il virus ai vettori;
  • contribuire alla riduzione della circolazione del virus.

La vaccinazione deve essere sierotipo-specifica: è quindi fondamentale utilizzare un vaccino che garantisca protezione nei confronti del sierotipo o dei sierotipi epidemiologicamente rilevanti nella zona.

Non esiste una terapia antivirale specifica. Negli animali malati si ricorre quindi a terapia di supporto e sintomatica, valutando caso per caso la prognosi e le condizioni dell'animale.

Per approfondire

Fonti istituzionali principali:

Ultimo aggiornamento: 21/08/2026
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