Febbre Q

Malattia infettiva contagiosa che rientra fra le malattie elencate del Reg. UE 2018/1882 e viene classificata come malattia di categoria E per i ruminanti (Bison ssp., Bos ssp., Bubalus ssp., Ovis ssp., Capra ssp.)

 

Agente eziologico e distribuzione

L’agente eziologico responsabile della malattia è il batterio Coxiella burnetii, un coccobacillo pleomorfo di piccole dimensioni (0,2–1,0 μm) che appartiene alla famiglia delle Coxiellaceae. Il batterio è un patogeno intracellulare obbligato, immobile e che replica a livello di monociti e macrofagi dell’ospite.

La febbre Q è una malattia diffusa in tutto il mondo.

Normativa di riferimento

  • Reg. (UE) 2016/429
  • Reg. (UE) 2018/1882
  • DIRETTIVA 2003/99/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 novembre 2003

Zoonosi - trasmissibilità all’uomo (si/no)

È una malattia trasmissibile all’uomo (ZOONOSI).

Specie colpite

C. burnetii ha un ampio spettro d’ospite e colpisce animali da reddito, da compagnia, animali selvatici, uccelli, pesci, rettili e zecche. I ruminanti domestici (Bovini e ovicaprini) rappresentano la principale specie serbatoio, mentre l’uomo è un ospite accidentale.

Breve descrizione della malattia/ciclo biologico/trasmissione

Sia per l’uomo che per gli animali, la via principale di trasmissione è l'inalazione di aerosol o polveri contaminate da forme extracellulari di C. burnetii eliminate da soggetti infetti. 

Altre vie di trasmissione comprendono: 

  • la via orale
  • la via venerea
  • la trasmissione tramite puntura di zecca infetta 

Nei ruminanti i livelli più elevati di escrezione si osservano nei prodotti del parto o dell'aborto (membrane fetali, liquido amniotico, placenta), tuttavia C. burnetii può anche essere escreta tramite muco vaginale, feci, urine e latte.

Sintomatologia

È principalmente riferita ad animali gravidi (ruminanti): ipofertilità, aborto, natimortalità, disvitalità, debolezza. Nel bovino gli eventi abortivi sono meno frequenti rispetto agli ovi-caprini, ma il sospetto può esserci in caso di infertilità e ipofertilità, metriti, ritorni in calore. Coxiella burnetii può causare infezioni persistenti, con riattivazione in caso di stress o successive gravidanze. Spesso l’infezione può essere subclinica ma non significa che non ci sia l’escrezione del batterio.

Nell’uomo, invece, si possono distinguere una forma acuta, che spesso si manifesta con una sintomatologia simil-influenzale, e una forma cronica, che può comparire mesi o anni dopo e generalmente causa un’endocardite. Spesso, inoltre, la malattia decorre in forma subclinica con assenza di sintomi.

Prevenzione e controllo

  • “One Health” approach: ridurre la diffusione tra animali, persone e ambiente;
  • Implementazione protocolli di vaccinazione: vaccinazione animali non infetti;
  • Buone pratiche igieniche e di biosicurezza;
  • Sorveglianza passiva su aborti: conferimento degli aborti per gli accertamenti diagnostici per individuare precocemente l' infezione;
  • Utilizzare DPI per manipolare aborti, placente, letame, tosatura pecore;
  • Separare adeguatamente la sala parto;
  • Quarantena sui nuovi ingressi;
  • Trattare e sanificare adeguatamente il letame, renderlo inaccessibile ad animali vaganti;
  • Spargere il letame in assenza di vento;
  • Pulire adeguatamente le strutture;

Vaccinazione

È disponibile un vaccino protettivo per gli animali non infetti utile per ridurre il rischio di diffusione del virus a livello ambientale. 

Cosa fare in caso di sospetto (campioni da prelevare)

In caso di sospetto sono da prelevare i seguenti campioni:

  • Feti abortiti e placente;
  • Tampone vaginale, se l’aborto è avvenuto da meno di 8 giorni o in casi di ritorno in calore;
  • Sangue, in animali che hanno abortito di recente o con problemi di fertilità (provetta rossa senza EDTA);
  • Latte;
  • Feci;
  • Urine;

Per approfondire

  • EFSA: Q fever story map - vai alla pagina
  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: Febbre Q - vai alla pagina
  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: Diagnosi e controllo della Febbre Q negli allevamenti bovini, linee guida - scarica il documento
Ultimo aggiornamento: 18/09/2026
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