Mastite catarrale contagiosa

Malattia causata dallo Streptococcus agalactiae, normalmente immobile e asporigeno, rappresenta la più temibile tra le cause di mastite nella bovina

 

Agente eziologico e distribuzione

Streptococcus agalactiae, Gram+, normalmente immobile e asporigeno. Rappresenta la più temibile tra le cause di mastite nella bovina con decorso subdolo e tendente alla cronicizzazione. Causa Mastite anche nella pecora e nella capra. La mammella della bovina rappresenta l’habitat naturale ma anche il principale serbatoio del patogeno, nonostante ciò è possibile isolarlo anche in tonsille, utero ed intestino.
Attualmente se ne osserva una riduzione di frequenza forse in seguito alle migliorate condizioni igieniche e agli attuali sistemi di allevamento, mungitura e alimentazione.

Normativa di riferimento

  • D.M. 26 gennaio 2026 - Individuazione delle malattie animali diverse dalle malattie elencate dal Regolamento 2016/429 in attuazione dell’articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo 136/2022.
  • Regolamento (CE) n. 853/2004: Disciplina i requisiti per la produzione di latte crudo destinato al consumo umano. Poiché lo Streptococcus agalactiae è una delle cause principali dell'innalzamento del conteggio delle cellule somatiche (SCC) e della carica batterica totale, i controlli analitici sul latte di massa devono rispettare i limiti di legge europei per evitare l'esclusione del latte dalla commercializzazione

Classificazione della malattia

Malattia di categoria E.

  • Il Regolamento di Esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione (correlato alla legge quadro sulla sanità animale Animal Health Law - Regolamento UE 2016/429) non la include nel proprio elenco di malattie sottoposte a sorveglianza e categorizzazione standardizzata a livello europeo,  tuttavia, data l'importanza epidemiologica, l'Italia ha emanato il DM 26/01/2026 per colmare questo vuoto, includendola tra le malattie sottoposte a sorveglianza e monitoraggio sul territorio italiano (categoria E)

Zoonosi - Trasmissibilità all’uomo (SI/NO)

Potenziale Agente di zoonosi.

Anche se la via di trasmissione principale è il contatto con altri esseri umani, in cui può essere presente a livello di intestino, gola e vie urogenitali, la trasmissione interspecifica non può essere esclusa ed alcuni studi hanno evidenziato lo stesso sottotipo in entrambe le specie, supportando l’ipotesi di un possibile passaggio da bovini a umani e viceversa.

Specie colpite-Breve descrizione della malattia-sintomi

Nel bovina causa mastite catarrale, caratterizzata da proliferazione connettivale, atrofia e perdita di funzionalità nei quarti colpiti; Può manifestarsi in forma acuta con manifestazioni locali e clinicamente apprezzabili (edema, aumento di Volume e di consistenza, dolorabilità) con agalassia improvvisa e intensa ed alterazione del secreto che assume aspetto acquoso con coaguli di fibrina; o nella maggior parte dei casi cronica dopo un modesto esordio (sintomi locali variabili) con secrezione apparentemente normale ma con riduzione della percentuale di grasso e caseina, aumento delle proteine plasmatiche ed altre alterazioni organolettiche.

Trasmissione

L’infezione insorge in seguito a contaminazione del dotto papillare, provocate dalle mani del mungitore, da utensili contaminati. La penetrazione in mammella avviene per via ascendente. Segue il passaggio di costituenti del sangue e di cellule epiteliali sfaldate; i coaguli di fibrina provoca a sua volta ostruzioni dei dotti e rapida involuzione del tessuto secernente. Si arriva così a riduzione della quantità di latte prodotto con alterazioni organolettiche.

Cosa fare in caso di sospetto (Campioni da prelevare)

In caso di sospetto, far valutare l’animale da un medico veterinario che può procedere al prelievo di latte  ottenuto in maniera sterile, all’inizio della mungitura, da bovine con sospetta infezione che verrà sottoposto ad esame batteriologico. 

Altre metodiche diagnostiche: Un’ indicazione è data dall’aumento delle cellule somatiche (CSS: conta cellule somatiche) considerando che un innalzamento è direttamente correlato a un processo infiammatorio/infettivo; CMT (California Mastitis Test): Reagente chimico che misura indirettamente la conta delle cellule somatiche nel latte dei singoli quarti, utile per individuare infezioni subcliniche; PCR.

Prevenzione e controllo

Misure di biosicurezza per prevenire l’ingresso di capi infetti; Rispetto dell’igiene e prassi di mungitura con idoneo sistema di pre e post-dipping preparazione ed igiene dell’operatore; Identificazione, separazione e trattamento sistematico di tutte le bovine infette; Riforma dei casi cronici e refrattari alle terapie; Manutenzione costante dell’impianto di mungitura.

Terapia farmacologica: Se l’esito dell’esame batteriologico conferma l’infezione da Str. Agalactiae, il trattamento intramammario  può essere effettuato direttamente in lattazione o alla messa in asciutta.

Vaccinazione

No

Per approfondire

  • Trattato di Malattie infettive degli animali-Farina&Scatozza
Ultimo aggiornamento: 27/10/2026
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